Atletica. Silvia Carli prossima al rientro in gara.

Dopo un lungo infortunio, Silvia Carli è quasi pronta per tornare a gareggiare. La campionessa di lancio del giavellotto ha una voglia matta di tornare a fare ciò che ama e di farlo al meglio delle sue possibilità e il tutto avverrà tra qualche mese(fine 2014, inizi del 2015). Dopo più di 1 anno di assenza dalle gare, l’atleta altopianese si sente più matura e pronta per nuove sfide.
La sua carriera, iniziata circa 15 anni fa, le ha regalato molte soddisfazioni, tra cui 6 titoli Italiani (tra invernali ed estivi) nelle varie categorie giovanili, 2 primati italiani e, dal 2010 al 2012, seconda in Italia a livello assoluto. Ma nonostante tutte queste vittorie la voglia di rivalsa è ancora tantissima. Silvia si è raccontata ad Altopiano Sport, dall’intervento alle sensazioni di quest’anno, dal recupero agli allenamenti, scopriamo tutto della campionessa asiaghese.

Com’è stato questo periodo senza gare?
“Indubbiamente è stato difficile e sofferto…E’ da 15 anni che lancio il giavellotto e “stare a guardare” ha fatto si che il mio umore fosse molto altalenante. D’altro canto, questa operazione, era l’unico modo per ritornare a fare ciò che amo e, proprio questo, mi ha dato la tenacia e la determinazione per affrontare questo percorso.”


Hai quasi recuperato totalmente dall’infortunio, rivedremo presto Silvia Carli in gara?
“La spalla sta recuperando secondo protocollo, la mobilità ora è completa e nei prossimi mesi farò le ultime visite e gli ultimi test. Ritornare ad eseguire il gesto atletico con una certa disinvoltura e sicurezza, è la parte più difficile, ma ciò assolutamente non mi spaventa. Le sensazioni della spalla sono ottime e tutto questo mi porterà ad affrontare al meglio la prossima stagione”.


Che tipo di programma hai svolto per il recupero?
“Sono stata operata il 18 Giugno 2013 all’Ospedale “Cervesi” di Cattolica, dal Dottor Giuseppe Porcellini (luminare della spalla di fama internazionale, ha operato molti atleti, tra i quali Valentino Rossi), che ringrazio infinitamente per la sua professionalità e disponibilità. Dopo 15 giorni dall’intervento, con il suo fantastico team di fisioterapisti, ho cominciato l’iter di recupero a Forlì, facendo delle dolorose sedute di mobilità passiva per poter recuperare ogni angolazione della spalla. Ripresa parte della mobilità, sono seguiti molti esercizi in piscina per passare poi a lavorare con gli elastici e, successivamente, a rinforzare la spalla, prima a livello funzionale e poi nel gesto del lancio. Il percorso non è ancora finito e sono costantemente monitorata tramite test isometrici e visite per un recupero completo. A tutti questi professionisti (in particolare Francesco Inglese ed Elisa Tongiani) e alla mia massaggiatrice asiaghese Manuela Gheller  vanno la mia profonda stima e gratitudine. Stessi sentimenti vanno assolutamente al mio Gruppo Sportivo, la Fiamme Oro, ed al nostro fisioterapista Stefano Lomater , per il supporto e la comprensione che mi hanno sempre trasmesso e per permettermi di ritornare ad esprimermi in quella che è la mia grande passione.”

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Vedere il tutto da fuori molte volte porta un’atleta a migliorarsi ancora di pù.. a 28 anni ti senti sportivamente più matura?
“Sicuramente l’assenza dalle competizioni e quello che sto affrontando, ha fatto crescere in me maggior sicurezza e maturità. Nella mia specialità, il massimo dell’espressione personale si raggiunge con una certa esperienza, essendo uno sport molto tecnico. Tutto questo, assieme al fatto che con le mie misure avrei potuto giocarmi seriamente il titolo italiano, saranno delle grandi motivazioni per potermi migliorare”.


Cosa può aiutare un’atleta nei periodi bui?

“Prima di tutto, ci tengo a dire che devo molto alla mia famiglia (mia madre è stata di fondamentale importanza nel periodo post operatorio, mio padre che mi segue e mi “sopporta” da sempre e mia sorella che mi ha sempre spronata) e a tutti coloro che mi sono stati vicini in questo periodo delicato…TUTTI sono stati indispensabili per me! Purtroppo, anche gli infortuni fanno parte di questo meraviglioso mondo che è lo sport e, nel mio caso, ciò è avvenuto nel momento in cui stavo particolarmente bene. Ero ben preparata e mi aspettavo di fare veramente una bella stagione. Quando succede questo, un’atleta, più che mai, deve credere fermamente in ciò che fa, deve avere una motivazione che va al di la di tutto, perché, facendo così, ogni atteggiamento e reazione, porteranno comunque all’obbiettivo prefissato. Quello che mi sento di dire è di non perdere mai di vista ciò che si vuole. Nello sport, come nella vita, incontreremo sempre delle difficoltà, ma quello che fa la differenza, è il modo in cui si affronta il tutto. Non è facile, lo so, ma è proprio in questi momenti che ci rendiamo conto di quanta forza interiore abbiamo”!


L’Atletica in altopiano.. cosa si potrebbe fare?
“Purtroppo, per poter iniziare a praticare l’Atletica Leggera, bisognerebbe spostarsi in pianura vista la presenza di moltissime società. Dico purtroppo, perché qui da noi abbiamo tutto il necessario, tutte le strutture adatte per poterlo fare, ma mi rendo anche conto che, nel nostro Altopiano, sia normale che prevalgano gli sport invernali, visto il bellissimo posto in cui viviamo. Io ho avuto la fortuna di cominciare a praticare questo sport grazie a mio padre (che è anche il mio allenatore) che, a sua volta, ha cominciato grazie a Vanni Rodeghiero (7 volte Campione Italiano del Lancio del Giavellotto). In passato sono stati molti gli Altopianesi che hanno praticato l’Atletica Leggera, quindi se c’è la volontà, si può. Ripeto, bisognerebbe andare in pianura… In passato, l’ho fatto anch’io… E se poi questo sport diventa una passione… Si va avanti, credendoci!”

F.F