Enrico Fabris: “Per essere campioni nello sport e nella vita serve umiltà”

Nell’ambito della serie di appuntamenti “Proposte per il 21° secolo”, si è tenuto giovedì 21 agosto, in Piazza ad Asiago un incontro dedicato al tema dello sport e del suo futuro. Sul palco anche i campioni locali Enrico Fabris, Giulia Gianesini e Tommaso Leoni.

All’olimpionico Enrico Fabris il moderatore, ovvero il giornalista Antonello Capone, caporedattore alla Gazzetta dello sport, ha chiesto come si fa ad essere e continuare ad essere campioni nella vita.

“Bisogna avere lo sport nel dna, cioè come stile di vita. Io ho smesso tre anni fa e lavoro come allenatore con i giovani e spesso, guardando i ragazzi, mi viene voglia di mettere i pattini e pattinare ancora. Questo mi fa capire che quello che ho fatto come atleta era veramente ciò che mi piaceva. E ciò mi rende ancora più appagato e soddisfatto della mia carriera, non tanto per i risultati raggiunti ma per il percorso fatto per raggiungerli. Quindi il fatto di rimanere campioni anche dopo deriva da questo modo di essere, da questo stile di vita. Da quando ti alzi alla mattina e fino a quando vai a letto devi pensare solo a quello, con tutto ciò che ne consegue: lavorare per sviluppare determinate capacità, ma soprattutto imparare a conoscere i propri limiti ed essere umili. E questo può essere naturalmente trasferito in ogni aspetto della vita”.