Quasi 500 i concorrenti della 3.a edizione della Strafexpedition partita da Asiago!

Pellegrini e Trevisan guidano l’assalto all’altopiano, Meneghel e Zambon completano il podio della 50 km.
La 30 km va a Francesco Trenti e Maria Pia Chemello.
Il bolzanino Jimmy Pellegrini, portacolori del Team Mammut, conquista con garbo la sua seconda vittoria consecutiva alla Strafexpedition 2016, fissando il cronometro sul tempo di 5:26:41. Dietro di lui un arrembante Luciano Meneghel chiude in seconda piazza, davanti ad Alessio Zambon. Tra le donne, nonostante si sia gettata sul pianeta trail solo da pochi mesi, Sara Trevisan è andata a prendersi la corona di regina dell’Altopiano con un tempo di 7:10:56, davanti a Marta Cunico e Antonella Fanton.
Ottime le prestazioni anche sulla 30 km, vinta dal trentino Francesco Trenti, che mette in riga Daniele Rigon e Andrea Vanzo che taglia il traguardo al fotofinish infilandosi solo pochi centimetri davanti ad Alberto Ferretti.
unspecified-10
unspecified-9

Al femminile una Maria Pia Chemello in ripresa si porta a casa il successo sulle avversarie Cristina Marchetti e Anna Sbalchiero.
In quella che è l’edizione numero 3 della gara di casa Sportiva 7 Comuni, il 2016 ha portato qualche cambio nelle lunghezze, accorciate a 50 e 30 km rispetto ai 58 e 40 dello scorso anno. Si correva poi in senso antiorario, con un notevole innalzamento della velocità di crociera. Migliorano infatti di netto i tempi di percorrenza, con il trionfatore Pellegrini che chiude ad oltre un’ora di vantaggio rispetto al tempo di 6:38:43 registrato nel 2015.
Il via è scattato da Piazza II° Risorgimento, nel cuore di Asiago (VI), dopo il consueto risuonare del silenzio militare. Alle prime battute era il trentino Francesco Trenti a proiettarsi in avanti assieme a Daniele Rigon, con Pellegrini che si metteva a tenere alto il ritmo in loro compagnia.
«Ero convinto di avere davanti proprio un diretto avversario – è stato a fine gara il commento di Pellegrini – e da subito mi sono messo al suo passo. Con l’arrivo del bivio tra i due tracciati i due con cui ero davanti hanno entrambi deviato sul più corto dei percorsi, così ho potuto rifiatare e gestire meglio il ritmo, soprattutto con l’approssimarsi delle salite più ardue.»

unspecified-2

Luciano Meneghel con Nicola Zarpellon provavano a quel punto a gettarsi al suo inseguimento, tenendolo nel mirino fino a dopo Cima XII, poi però il leader si staccava ulteriormente diventanto di fatto inafferrabile. Forse l’aver tirato troppo la corda metteva in crisi Zarpellon che perdeva in poco tempo metri e secondi e veniva superato attorno a Bocchetta Portula da Alessio Zambon.
Gli ultimi chilometri erano tutti in discesa e Pellegrini doveva solo mollare il freno e balzare sul traguardo sigillando il cronometro a 5:26:39.
Passavano oltre 16’18” prima che sulla finish line si presentasse Meneghel, completando il podio al maschile con Zambon che finiva con il tempo di 5:54:58.

In campo femminile non ne ha avuto per nessuno la bionda Sara Trevisan che dopo sette ore di corsa è andata a prendersi la vetta del podio, sigillando una stagione in cui dalle mezze maratone e dalle campestri, ha deciso di dedicarsi anche ai trail. Dietro di lei, distaccata di quasi mezz’ora, chiude in seconda piazza Marta Cunico (7:36:56) e quindi completa il podio con un tempo di 7:45:07 la valdagnese Antonella Fanton, abile nel giostrare le fatiche e a portarsi in terza piazza sulla salita del Portule.
Sulla corta i 30 km sono sembrati tutti più che corribili a Francesco Trenti, arrivato in Altopiano nelle prime ore del mattino direttamente da Trento. Dopo aver lanciato i primi chilometri in compagnia di Pellegrini, si staccava dagli avversari in quattro e quattr’otto e a Daniele Rigon toccava solo di tenerne a bada il fanalino di coda. Trenti completava la sua Strafexpedition a 2:30:39, avanti di 10’05” su Luciano Meneghel e di 23’27” sul duo composto da Andrea Vanzo e Alberto Ferretti che decidevano al fotofinish la posizione di classifica. Grazie alla falcata più ampia di Vanzo per pochi centimetri Ferretti era costretto a finire ai piedi del podio.
Un titolo di Campionessa Mondiale Master 40 non è cosa di poco conto e il nome di Maria Pia Chemello lo porta a spasso con soddisfazione. È stata lei a tagliare per prima il traguardo nella corta in rosa, chiudendo una gara portata avanti praticamente in solitaria con un tempo di 3:14:59. Il secondo posto andava a Cristina Marchetti (3:20:48), mentre il terzo si decideva con una volata a due tra Anna Sbalchiero e Silvia Dalla Costa, che aveva la peggio (finale 3:23:49 per la Sbalchiero).

La macchina organizzativa targata Strafexpedition 2016 conta sull’appoggio degli sponsor Saucony, Caseificio Pennar, Puro Sport, Centro Medico Bios, Cassa Rurale ed Artigiana di Roana, Rigoni di Asiago, Pastificio Sgambaro, Frigo Valentino, Why Sport, Powerbar, Warsteiner, Loison, Zuccato, Unipol Sai e Lissa. Il pool si impreziosisce poi con i partner istituzionali che sono l’Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e i Comuni di Asiago, Gallio, Roana, Conco, Enego, Foza, Lusiana e Rotzo.

GIULIO CENTOMO