Zanardi incontra gli studenti ad Asiago

Il Memorial Petronio Gatti, organizzato all’Istituto d’Istruzione Superiore di Asiago per ricordare il tanto amato prof di educazione fisica scomparso prematuramente qualche anno fa, sa riservare sempre delle belle sorprese e rappresenta un bel momento di confronto e di crescita per i nostri studenti.
Quest’anno più del solito, direi!
L’incontro con una persona speciale qual è il campione paralimpico di handbike Alex Zanardi è di quelli che inevitabilmente lasciano il segno e che ci aiutano a guardare alla vita con più fiducia e ottimismo.

Se ci ha saputo entusiasmare con le sue imprese e le sue medaglie paralimpiche, ancor di più ci ha saputo emozionare con le sue parole, ben oltre ogni aspettativa. Il tema dell’evento, reso possibile grazie alla sponsorizzazione di Banca Mediolanum, era “Il valore terapeutico dello sport”.
Prima di cominciare, Matteo Baù della filiale di Asiago di Banca Mediolanum, dopo aver ricordato la figura di Petronio Gatti, ha voluto omaggiare Zanardi con una scultura appositamente realizzata dall’artista roanese Marco Martello Martalar intitolata “Ali”.
A consegnarla è stato lo stesso autore dell’opera.

Sono una persona normalissima – ha esordito il campione nell’incontro condotto dal giornalista sportivo Franco Nicolussi – che ci ha messo tanta tenacia e tanto impegno e sono io stesso sorpreso di quanto la vita mi ha regalato e mi sta regalando. Non mi sento docente in nessuna materia posso solo offrire dei punti di vista interessanti perché ho più di qualche bernoccolo a ricordarmi gli errori che ho fatto”.

Simpaticamente, con grande carica ed empatia, Zanardi ha risposto, a volte con grande autoironia, alle tante domande rivoltegli direttamente dagli studenti, dispensando positività, saggezza e gioia di vivere.

“Le medaglie olimpiche – ha sottolineato tra l’altro – non le ho vinte nelle gare ma già in quel letto d’ospedale quando svegliandomi dopo l’incidente, rendendomi conto di essere senza gambe, ho realizzato che comunque era rimasto abbastanza per poter ricominciare”.

Un incontro, durato un paio d’ore, di quelli che vorresti non finissero mai.
Stefania Longhini